ASD S.C Formigosa
 
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Paris-Brest-Paris raccontata da Stefano

In questa pagina Stefano ripercorre, in prima persona, come in una sorta di diario, la sua Paris-Brest-Paris...

Siamo arrivati a Parigi, Sabato 18 Agosto, ed il tempo non prometteva da subito niente di buono, con una pioggerellina sottile ma continua. Visita veloce alla Città, Campi Elisi, Arco di trionfo, Museo del Louvre dall'esterno e torre Eifel, mentre in serata una veloce visita al castello di Versilles. Alla Domenica, ci siamo recati alla sede di partenza per lo svolgimento delle pratiche, controllo biciclette, controllo fanalerie, ritiro numeri, pacco gara e ultime istruzioni. Tutto questo in un grande centro sportivo assalito da circa 5300 persone di 42 nazioni diverse. Alla fine del pomeriggio, riunione di tutti i partecipanti Italiani con foto di gruppo. Lunedì, finalmente si parte, tempo sempre incerto.

Ci mettiamo in coda con due ore di anticipo sull'orario di partenza, ma già in molti ci hanno preceduto. Mentre aspettiamo il nostro turno ed assistiamo alle prime partenze (500 per volta ad intervalli di 15 minuti), inizia a piovere. Indossiamo lo spolverino sull'abbigliamento già pesante per essere fine Agosto.

Finalmente alle 22.15 un colpo di fuoco d'artificio, da il via alla nostra avventura. I primi chilometri sono di continuo incitamento da parte della gente che ci saluta dai lati della strada, e ad andatura controllata usciamo da Parigi. Quando le moto della giuria si fanno da parte, alcuni aumentano già l'andatura con l'intento di raggiungere chi ci ha preceduti nelle partenze, io e mio cognato cerchiamo il gruppetto buono con andatura accettabile in previsione dei tantissimi chilometri che ci aspettano. Uscendo dalla prima foresta, in una strada in discesa, il nostro gruppo prende uno svincolo a sinistra, ma dopo circa 10 km ci accorciamo che la strada non è quella corretta.

 

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Alle 4 del mattino, mio cognato Claudio fora, io non me ne accorgo subito,ma poco dopo, vengo richiamato sul cellulare e torno quindi indietro per dare una mano al cambio della camera d'aria alla luce dei fanali delle nostre biciclette. Riprendiamo quindi la nostra strada accodandoci ad un'altro gruppo, ma ricomincia anche a piovere con intensità maggiore.

Arrivano i primi punti di controllo, ai quali ci fermiamo lo stretto necessario per timbrare la nostra carta di viaggio e riempire le borracce. Siamo completamente bagnati e fermarci più tempo, vorrebbe dire raffreddarci troppo e probabilmente compromettere il proseguimento della gara.

Di volta in volta, mi pongo come obbiettivo il controllo successivo, senza pensare a tutti i chilometri che ancora mancano alla fine. In gruppo, iniziamo a vedere anche le prime stranezze, biciclette reclinate, biciclette reclinate doppie, biciclette reclinate doppie con una persona rivolta in avanti e

una indietro, una specie di triciclo, biciclette carenate come siluri, un Australiano in sandali e bermuda su una bicicletta tipo quella di mio nonno, un tipo atleticamente ben impostato con lo scatto fisso tipo pista (come farà ad arrivare fino in fondo?...).

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Finalmente abbiamo nel mirino l'ultimo controllo in programma per la giornata, ma Claudio, a causa del brutto tempo, non è riuscito ad alimentarsi adeguatamente, ed ha una crisi di fame. Riusciamo comunque ad arrivare al controllo di Loudeac,raggiungiamo il Camper, doccia veloce, un bel piatto di pasta e dopo aver puntato la sveglia per le 3.00 ci addormentiamo sperando in una giornata migliore. Al risveglio, purtroppo ci aspetta ancora la pioggia, indossiamo abbigliamento asciutto e dopo una buona colazione, usciamo a fatica dal Camper.

Riprendiamo il nostro viaggio con destinazione Brest, e finalmente dopo pochi chilometri smette di piovere. Mi accorgo subito che il mio stomaco non è a posto, fatico a mangiare adeguatamente, ma mi sforzo per cercare di incamerare energie che mi serviranno nell'arco della giornata. Dopo il primo contollo di giornata, ci aggreghiamo ad un bel gruppo , di cui fa parte un amico di Cervia conosciuto nelle prove di qualifica.

Lui la PBP l'ha già fatta nel 2003 e ci spiega che proprio nella salita al ripetitore verso Brest, aveva passato una crisi che a fatica è riuscito a superare. Imbocchiamo quindi la salita, regolare di circa 15 km che ci porta ai 640 m della montagna che precede Brest. e in tranquillità raggiungiamo la cima permetendoci anche di fare qualche foto.

 

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Il nostro amico di Cervia si ferma quindi in una Pasticceria a salutare la signora che 4 anni prima l'aveva aiutato a superare la crisi. Dopo una discreta discesa, racciungiamo Brest, foto di rito con il ponte sospeso che attraversa una parte dell'oceano e foto al cartello che indica l'entrata in città. Incontriamo anche Fermo Rigamonti, il responsabile della nazionale Italiana, che ci incita a continuare dicendoci che nella giornata precedente, un terzo degli italiani si è ritirato. Arriviamo quindi al controllo poco prima di mezzogiorno e ci prendiamo un pò di tempo mer mangiare un panino e bere una CocaCola. Siamo a metà strada, ma ci sembra ormai di avere fatto la parte peggiore. Ripartiamo quindi questa volta con destinazione Parigi.

Dobbiamo risalire la montagna che precede Brest, e il vento che fino a poco prima avevamo avuto in faccia, a questo punto sembra agevolare la nostra andatura, ma poco prima della cima, ricomincia a piovere.

 

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Fortunatamente, non è una pioggia insistente e continua. Alla fine di una discesa, incontriamo un tandem di ciclisti di Treviso (padre e figlio), con cui avevamo scambiato qualche parola in precedenza, che a causa dell'asfalto scivoloso, hanno preso male una curva, cadendo. Ci fermiamo per vedere se hanno bisogno di aiuto, ed in effetti il ciclista che stava dietro (il padre) ha sbattuto la fronte e sanguina poco sopra l'occhio sinistro.

E' già stata chiamata un'ambulanza e sono già assistiti dai residenti del posto, quindi decidiamo di ripartire. Inizio però a sentire che le gambe non rispondono più come prima, ci fermiamo quindi in un paesino in cui alcuni bambini hanno organizzato un ristoro, prendo un caffè, qualche zolletta di zucchero e una barretta di cioccolato, per cercare di superare la crisi.A fatica, riesco a rimanere incollato alla ruota di un tandem tedesco per diversi chilometri, poi quando non ce la faccio più, è Claudio che mi aiuta ad arrivare fino a Loudeac. Al camper, ci aspetta un bel biatto di pasta, e dopo esserci lavati e cambiati ci mettiamo a dormire puntando la sveglia per le 4.00. Al mattino dopo, è ancora la pioggia a farci compagnia fin dai primi chilometri. Avevamo paura di rimanere soli, ma la fila di lucine rosse che ci precede lungo la strada in lontananza, ci fa capire che in molti hanno deciso di prendersi tutte le 90 ore disponibili per portare a termine la prova.

 

 

 

 

 

Ad un certo punto una mandria di mucche ci blocca la strada... ci accodiamo al "gruppo" e aspettiamo pazientemente che gli allevatori le portino in un campo a pascolare. Pensiamo a quante parole sarebbero volate se la stessa cosa fosse successa in una GranFondo italiana, qui invece l'abbiamo presa sul ridere scambiando anche qualche battuta con i contadini. Al mattino presto, all'entrata di ogno paesino, il profumo del pane fresco attira molti ciclisti e si creano gruppetti numerosi davanti alle panetterie. La terza giornata, passa quindi tranquilla, senza crisi particolari, scopriamo con piacere che la coppia in tandem di Treviso si è ripresa dalla caduta e ha potuto riprendere la corsa verso Parigi. Lungo il percorso, incontriamo un ciclista napoletano, iscritto nella griglia con l'intento di compiere il percorso in 80 ore, teme però di arrivare fuori tempo massimo. 

Raggiungiamo Mortagne au Perche verso le 23.00. mancano solo 145 km a Parigi e decidiamo di concederci un paio d'ore di riposo. Riprendiamo quindi la strada per Parigi, alle 3.00. ormai sembra fatta, dobbiamo solo cercare di gustarci al meglio quest'ultima giornata. Dopo circa un'ora di viaggio, Claudio fora nuovamente, e sempre con l'aiuto dei fanali delle nostre bici, ripariamo la ruota.

La giornata sembra abbastanza bella, o almeno non piove, e raggiungiamo quindi l'ultimo controllo di Dreux. Già dal giorno prima, sto accusando un fastidioso dolore alle ginocchia, e mi reco quindi in infermeria per farmi massaggiare con il Voltaren da una crocerossina francese. Ultimi 75 km. decidiamo di prendercela con calma, ci fermiamo in una foresta a mangiare e a scattare qualche foto.

Raggiungiamo Parigi e lasciamo andare il gruppo con cui eravamo, per arrivare da soli. Tantissima gente aspetta ai lati della strada per incitare ogni concorrente.

Ci prendiamo la nostra parte di incitamento ed arriviamo al punto da cui siamo partiti qualche giorno prima con dentro una grande emozione. E' fatta! Già da subito mi arrivano sul cellulare SMS di congratulazioni. All'entrata dello stabile che ospita il controllo finale, un ciclista spagnolo chiede a Claudio lo scambio delle maglie nazionali, ma prontamente rifiutato, per noi la maglia dell'Italia è troppo preziosa , e oltretutto la maglia della Spagna non era per niente bella. Altre foto ricordo, poi tutti in macchina e ritorno al Camper per goderci il meritato riposo e gustarci il successo della nostra impresa. Un Grazie a tutti per avermi seguito e incitato con ogni mezzo, un grazie particolare a mio cognato Claudio, per aver condiviso con me questa stupenda avventura , a mia cognata Stefania e mio nipote Andrea per il supporto tecnico,alimentare e morale lungo il percorso.

 

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